PIROBAZIA DELLA MENTE


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Pirobazia organizzata

La mente è un potente strumento che regola non solo i nostri pensieri, ma anche le nostre emozioni e azioni quotidiane. Quando parliamo di “Pirobazia della Mente”, ci riferiamo alla capacità di affrontare le sfide interne e di superare i limiti autoimposti. Questa disciplina si ricollega alla pratica del Firewalking, un’esperienza che mette alla prova non solo il corpo ma principalmente la mente.

Ogni passo sul percorso ardente è un passo verso la consapevolezza e la liberazione. Risvegliare la mente attraverso esperienze intense ci dona la forza di affrontare le paure e di realizzare i sogni. È un viaggio che va oltre il fuoco; è un incontro con la nostra essenza più profonda.

Attraverso la Pirobazia della Mente, impariamo che ogni ostacolo può essere superato, a patto di credere in noi stessi e di rimanere concentrati sui nostri obiettivi. Allo stesso modo in cui le braci incandescenti non possono fermare il nostro cammino, le limitazioni che ci imponiamo non devono essere un freno ai nostri desideri e aspirazioni.

Un fuoco dentro: la mia camminata sui carboni

Ciao a tutti sono Monteleone Silvio, nato a Torino, e oggi voglio condividere con voi un’esperienza personale che ha segnato un punto di svolta nella mia vita.

Sappiamo bene che la rete è un universo sconfinato di informazioni, dove si parla di tutto, a volte con un pizzico di cattiveria. Ma io credo che le esperienze autentiche, quelle vissute sulla propria pelle, abbiano un valore speciale. Forse se siete qui a leggere è perchè abbiamo qualcosa in comune:la voglia di raggiungere obbiettivi, la ricerca di un atteggiamento interiore positivo, o magari siete incuriositi da temi come la leadership e il multilevel marketing.

Oppure, semplicemente, siete stati attratti da quel titolo un pò enigmatico: “PIROBAZIA ORGANIZZATA” ovvero il Firewalking, il camminare sul fuoco.

UN SOGNO INATTESO E UNA SCINTILLA BIBLICA

Camminare su un tappeto di carboni ardenti era qualcosa che mi affascinava da tempo. Leggevo libri di Anthony Robbins, il famoso coach americano, e nei suoi scritti menzionava spesso questo suo corso. Però diciamocelo, il suo seminario non era proprio alla mia portata, il budget era decisamente fuori controllo.

Poi un giorno per puro caso, la svolta. Tramite un collega vengo a sapere di un centro a Chieri, fuori Torino, che organizzava lo stesso tipo di corso, ma a un prezzo decisamente più accessibile. Era la mia occasione!

Sono arrivato sul posto con un pizzico di quella sana diffidenza che si ha di fronte all’ignoto. Ma la prima cosa che mi ha colpito è stata la Location: un ampio parcheggio, un piazzale di terra circondato da alberi. Ho spento il motore della macchina e il silenzio mi ha avvolto. Un casolare immerso nel verde, tutto al suo posto come in un quadro dipinto con maestria. Un vero posto relax.

Nonostante la quiete esterna, dentro di me c’era uno stato di agitazione ed emozione. Man mano che gli altri partecipanti arrivavano, iniziavano le prime presentazioni. Le domande si rincorrevano:”Chi aveva già avuto esperienze simili”?,”Come eravate venuti a conoscenza di questi corsi?”. “E poi la domanda fatidica:”Perchè camminare sui carboni?” (ma questo ve lo dico dopo).

LA PREPARAZIONE: NON DI CIBO, MA DI SPIRITO

So che al giorno d’oggi, tra masterclass di cuochi stellati e prove di cucina, alla parola “preparazione” stavate pensando a un piatto elaborato! Ma noi eravamo li per ben altro. Per il wekend, siamo stati un pò a stecchetta, il cibo era ultra leggero. Non eravamo li per cene succulente, ma per cercare qualcosa di più profondo, qualcosa di spirituale.

Siamo entrati tutti in una stanza per le presentazioni ufficiali: nome, provenienza e il motivo per cui eravamo li. A guidare il tutto c’era un Guru, o maestro, che io chiamavo per nome. Voglio fare una precisazione, nel mio credo c’è un solo Maestro, Gesù. Il guru, in modo molto rispettoso, ha cercato di mettermi a mio agio, cosi come altri partecipanti di fede cristiana. Ci ha posto una domanda che mi ha spiazzato: “Dove troviamo il primo esempio di camminata sui carboni ardenti?”

Il mio cuore ha esultato: “Ecco il mio pane!”. Ho risposto subito: il libro del profeta Daniele, capitolo 3, versetti 20-25, la storia di Shadrac, Meshac e Abedenego, buttati nella fornace ardente e rimasti incolumi dalle fiamme. E stato un momento potente, che ha unito la mia fede all’esperienza che stavo per vivere.

Abbiamo trascorso l’intera giornata di sabato a fare esercizi: inizialmente cose molto semplici. Si parlava, ci si apriva nel dialogo, si ringraziava per ogni cosa (gratitudine) si disegniava,si commentava insieme,si apprezzava il creato. Col passare delle ore, la nostra armatura, la nostra corazza, si abbassava. Via i pregiudizi, via la diffidenza. Sentivo solo il bene e la pace crescere dentro di me. Si era creata una sinergia di gruppo incredibile, dove tutti stavano bene e in armonia. Questo processo di apertura e condivisione ha trasformato il gruppo in una vera e propria squadra, pronta a sostenersi a vicenda.

IL RITO DEL FUOCO E LA DOPPIA CAMMINATA

Verso sera, tutti nel parco a raccogliere la legna, già preparata. In più viaggi, abbiamo creato questo grande falò. Ognuno di noi aveva con se un foglio con la motivazione scritta. E qui arriva il momento rivelatore. In questo foglio si era scritto l’obbiettivo il foglio si stropicciava e si buttava nel fuoco gridando il motivo. Sono rimasto colpito della varietà delle motivazioni: chi la mancanza di un rapporto o la perdita di un caro, chi delle fobie, chi delle paure. Poi c’era qualcuno come me: la voglia di successo la voglia di realizzare dei sogni. Tipico del mio segno zodiacale, costruire castelli in aria! Ma li, in quel momento, era tutto reale.

Il fuoco era altissimo. I responsabili hanno cominciato a tirare e distendere il carbone per creare il tappeto ardente. Siamo ritornati nel casolare per qualche minuto, giusto il tempo di ritrovare la massima concentrazione, di liberare la mente da ogni distrazione e preoccupazione. Dopo di chè, in religioso silenzio, siamo tornati fuori, davanti a quel tappeto ben acceso.

Ho fissato in mente quelli che erano i miei obbiettivi in quella camminata. Sono partito. Il tappeto era di 6 metri. L’ho fatto molto tranquillamente, senza sentire alcun che di bruciore. E stato incredibile.

Non ancora contento, ho voluto rifare il percorso. Ma questa volta, mentre attraversavo il tappeto, mi sono soffermato a guardarmi i piedi. E li ho cominciato a sentire del bruciore, che mi ha portato ad accellerare la camminata. Questo mi ha dato una consapevolezza fondamentale: la verità di quel fuoco che avevo sotto i piedi.

LA MATTINA DOPO: CORPO, MENTE E NATURA

Al mattino seguente, dopo la colazione, ci siamo recati nel prato per fare degli esercizi sia a livello fisico che di meditazione. Tra le varie cose che abbiamo fatto, ci hanno anche fatto abbracciare un albero che avevamo scelto. Questo contatto con la natura a piedi nudi, questa immersione nel verde dopo un’esperienza cosi intensa, ha contribuito a integrare la lezione della sera precedente, liberando ulteriormente la mente e connettendoci con l’ambiente in un mondo nuovo.

LA CARICA PER I SOGNI

Da questa esperienza ho realizzato un grande senso di pace. Ho capito che bisogna sognare, impegnarsi e lottare per raggiungere i propri obbiettivi. Non basta la volontà, serve la concentrazione, la capacità di eliminare le distrazioni e le paure. Questa camminata sul fuoco mi ha dato una carica in più, un energia rinnovata per affrontare le sfide della vita, personali e professionali. E stata la dimostrazione concreta che la nostra mente è uno strumento potentissimo, capace di superare barriere che ci sembrano invalicabili. libro consigliato di Napoleon Hill.

Spero che la mia storia ti abbia ispirato. A presto per altri approfondimenti.


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